Dispepsia: problematica sempre attuale

Dispepsia: problematica sempre attuale

Oggi sempre più persone riferiscono di soffrire di disturbi della digestione: la maggior disponibilità di cibo, l'abitudine a consumare pasti frettolosi e sovente anche poco salutari, i nuovi processi produttivi, la grande distribuzione di alimenti lavorati e preconfezionati, hanno cambiato le abitudini alimentari soprattutto nel mondo occidentale ed anche in Italia che è la patria della dieta mediterranea. È difficile stabilire quante persone ne soffrano, dal momento che per lo più ci si cura da soli senza sottoporsi ad una visita medica. Nonostante questo, alcune ricerche hanno messo in evidenza che una percentuale che varia dal 10% al 40% della popolazione presenta disturbi digestivi di breve o lunga durata. Il disturbo più fastidioso è la sensazione di gonfiore che il soggetto percepisce come localizzata a livello della "bocca dello stomaco" e che può essere accompagnata da nausea, digestione lenta ed eruttazioni, situazione che compare tipicamente dopo i pasti. In altri casi il disturbo principale è il bruciore localizzato alla bocca dello stomaco, spesso con sensazione di rigurgito acido che sale verso la gola. È noto che alla base di questo problema c'è un reflusso di acido gastrico dallo stomaco. In altri casi ancora il sintomo più fastidioso è il dolore, associato o non a bruciore a livello epigastrico. Tra i fattori che aumentano il rischio di questo disturbo, troviamo: cattiva alimentazione, pasti disordinati ed abbondanti, consumo di pasti molto veloce, assunzione di cibi ricchi di grassi o irritanti per la mucosa gastrica, consumo eccessivo di alcol, fumo di tabacco, stress e situazioni personali, obesità o consistente aumento di peso di recente, ma anche farmaci (FANS e altri farmaci potenzialmente lesivi) e anche patologie in atto come gastriti, infezioni da Helicobacter pylori, ulcera gastro duodenale, celiachia e calcolosi delle colecisti e delle vie biliari. 

Alcune semplici norme sull'alimentazione e sullo stile di vita possono rivelarsi utili per alleviare i sintomi, promuovere una guarigione più rapida del disturbo e rendere più efficace il trattamento in caso di problematiche gastriche:

- Evitare pasti abbondanti e frettolosi, masticare bene

- Perdere l'eventuale sovrappeso e mantenere il peso forma

- Privilegiare una dieta mediterranea: limitare il consumo di grassi, cibi acidi (agrumi, pomodoro, aceto), fritti, agrumi, aglio, cipolla, menta, anice, caffè, cioccolato...

- Assumere cibi cotti adeguatamente e con metodi semplici (forno, vapore, microonde)

- Moderare l'uso di bevande alcoliche

- Sospendere il fumo

- Evitare di assumere di propria iniziativa farmaci, specialmente gli antinfiammatori

- Evitare di coricasi subito dopo la fine del pasto (attendere almeno un paio d'ore)

- Elevare la spalliera del letto di 15-20 cm

- Evitare l'attività fisica intensa subito dopo il pasto

 

Quando rivolgesi al medico? Nel caso in cui il disturbo non si risolva nel giro di un paio di settimane con l'automedicazione sotto supervisione del farmacista, è necessario rivolgersi al proprio medico per una valutazione della situazione. In presenza di uno o più "segnali d'allarme" in quanto questi potrebbero essere indicatii di situazioni che vanno ricercate e studiate dal medico.

Postato in data 04/04/2017 Home, Alimenti e integratori, Salute e Sanitaria 0 153

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